Le Chiese di Isili  

 

San Saturnino 

Si tratta della chiesa parrocchiale di Isili, situata nella parte più alta e antica del centro abitato e circondata da un ampio piazzale dal quale si gode anche di un bellissimo panorama sul resto del paese e sul lago e in lontananza fino ai monti del Gennargentu. La costruzione della chiesa viene fatta risalire al XIV secolo anche se nel corso dei restauri avvenuti durante gli anni '90 sono state trovate traccie di fasi edilizie precedenti. Internamente la chiesa ha una sola navata con quattro cappelle laterali per parte: l'altare maggiore risale al 1780 mentre il pulpito in marmo è del 1802. I lavori di restauro hanno ripristinato il tetto in legno con le sue caratteristiche originarie; un altro elemento molto antico è l'enorme campana (3 metri di circonferenza e 6 quintali di peso) situata all'interno del campanile, la sua datazione infatti è fissata al 1591 in base alle scritte riportate su di essa. Per quanto riguarda la struttura e le modifiche subite nel corso degli ultimi due secoli bisogna notare che le cappelle interne fino agli anni '50 del Novecento erano solamente tre per parte, inoltre anticamente l'ingresso era situato nel lato opposto rispetto ad ora e pertanto tutta la disposizione interna della chiesa è stata invertita; infine la torre dell'orologio che affianca il campanile è stata costruita nel 1830.

 

La chiesa di San Saturnino è visitabile:

Domenica, dalle ore 08.00 alle ore 12.00

Dal lunedì al mercoledì, dalle ore 08.00 alle ore 16.00

Dal giovedì al sabato: dalle ore 08.00 alle ore 19.00

Primo venerdì del mese: dalle ore 08.00 alle ore 16.00


San Giuseppe Calasanzio

La Chiesa di San Giuseppe, situata nel cuore del paese all'interno dell'omonima piazza, è stata costruita dai padri scolopi fra il 1661 e il 1737 insieme al convento nel quale attualmente si trova il Museo MARATE (cliccabile-scrivere scheda). La storia dei Padri Scolopi a Isili merita una parentesi, essi infatti costruirono la chiesa e il convento nel quale era ospitata la prima scuola aperta a tutto il popolo in un'epoca in cui l'istruzione era un'esclusiva dei ceti sociali più agiati. Il paese, grato ai Padri Scolopi, donò ad essi anche il terreno sul quale è situato il Nuraghe Is Paras, che infatti da quel momento ha preso questo nome (is paras in lingua sarda significa i frati).

La chiesa si presenta con una facciata dotata di due loggiati laterali, sopra il portale si erge una statua in terracotta di San Giuseppe e si può notare un simbolo in rilievo su una pietra calcarea circolare che rappresenta l'Ordine degli Scolopi. La struttura inoltre è caratterizzata da una cupola a base ottagonale con una copertura in tegole a scaglie. All'interno della chiesa sono presenti due cappelle laterali nelle quali sono collocati due altari in legno risalenti al XVIII secolo, mentre l'altare maggiore posto al centro risale al 1873. La chiesa è stata a lungo chiusa e solo verso la fine degli anni '90 del Novecento è stata restaurata e riaperta al culto.

La festa di San Giuseppe è la principale festa religiosa del paese, benché il santo patrono sia San Saturnino, e si tiene nei giorni a cavallo del 25 Agosto con festeggiamenti civili e religiosi.

Info 

La chiesa di San Giuseppe è visitabile tutti i giorni, dalle ore 07.00 alle ore 18.00.

Dal lunedì al mercoledì ed il primo venerdì del mese, fino alla fine della Santa Messa. 


 Chiesa di Sant'Antonio a Fadali 


Si tratta di una pregevole chiesetta campestre dedicata a Sant'Antonio di Padova risalente al XVI secolo. Si trova nella località di Fadali a circa 8 km dal centro abitato, alle pendici del Pitzu Mannu, a una quota di circa 600m. La chiesa è costruita vicinissima a un nuraghe in un ambiente caratterizzato da una lussureggiante vegetazione composta da lecci e roverelle. Quest'area si trova ai confini del territorio isilese verso Villanova Tulo, comune al quale apparteneva fino al 1866: il passaggio fu oggetto di diverse dispute legali e liti fra le due comunità.

La chiesa è situata in un terreno privato appartenente alla famiglia Mura, i proprietari si sono occupati del restauro e ciò ha permesso dal 1999 il ripristino dell'attività di culto e la fruizione al pubblico.

  

 

 

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