Serri: il Santuario Nuragico di Santa Vittoria 

A pochi km da Isili, nel territorio di Serri, si erge uno dei più importanti siti archeologici dell'intera Isola. Il sito infatti occupa circa 3 ettari della Giara di Serri, un altipiano basaltico a 622 metri sul livello del mare, simile alla Giara di Gesturi  per le sue caratteristiche geologiche ma molto più piccolo per estensione. 


Il nome del luogo è dovuto alla piccola chiesa costruita in stile romanico e dedicata a Santa Vittoria che si trova a pochi passi dal pozzo. La piccola chiesa che possiamo vedere ancora oggi è stata edificata nel XI-XII secolo, tuttavia fu costruita su una precedente chiesa bizantina dedicata a Santa Maria della Vittoria.
 Il santuario è composto da diversi edifici ad uso religioso fra i quali vi è il Pozzo Sacro, elemento che caratterizza l'intera area. Si tratta di un'area antichissima, la cui datazione è stata fatta risalire all'età del Bronzo, cioè il 1500 a.C. Il sito fu ampliato e abbellito nel corso dell'era nuragica e abbandonato intorno al IX secolo a.C per motivi ancora poco chiari; il suo utilizzo come luogo di culto tuttavia prosegui successivamente fino all'epoca romana, periodo in cui venne depredato e distrutto proprio dalle armate romane. Successivamente nell'area della Giara di Serri rimasero dei presidi romani che hanno lasciato a loro volta altre tracce, mentre in epoca bizantina si costruì la chiesa dedicata a Santa Maria della Vittoria.

 

Nel santuario venivano adorate divinità antichissime di cui i reperti hanno lasciato alcuni indizi, si pensa a una divinità maschile legata alla figura del toro e a una divinità femminile legata al culto dell'acqua. Fra i vari rituali che venivano praticati in questo santuario vi erano anche i sacrifici di animali, dei quali si sono trovate numerosi resti in diverse aree. Il santuario tuttavia doveva avere anche una sua importanza commerciale e politica come luogo di incontro fra le diverse comunità che si riunivano qui per le occasioni religiose. 

Anche la storia degli scavi archeologici merita di essere citata, infatti questo sito fu oggetto di una campagna di scavi cominciata nel lontano 1909 e guidata da Antonio Taramelli, allora Sopraintendente per le Antichità della Sardegna. Successivamente lui stesso guidò altre campagne di scavo nel 1919-20 e nel 1922-29. Come si può immaginare questo sito ha rivelato moltissimi reperti di enorme importanza, fra cui numerosissimi bronzetti, che sono custoditi al Museo Archeologico di Cagliari.

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